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Rto con Antonio Giua!

Pubblicato il: 22/11/2019 – 20:09
Giua agli arbitri lametini: “fissate con coraggio i vostri obiettivi e lottate per conquistarli”Mercoledi 20 novembre u.s., nella cornice serena e familiare della Sezione di Lamezia Terme, si è tenuta la RTO con il collega in forza alla CAN A, Antonio Giua della Sezione di Olbia.Una riunione, come spesso accade quando l’ospite è di rilievo, che affascina oltremodo tutti gli associati e che stavolta si è caratterizzata con una componente che l’ha resa ancor più appassionante: la capacità di Antonio di parlare ai colleghi, giovani e meno giovani, con chiarezza, competenza ed una semplicità disarmante.Già nella seduta di allenamento pomeridiana aveva fatto apprezzare le sue doti umane dispensando utili suggerimenti, in particolare ai giovanissimi colleghi inquadrati nell’OTS e OTR, non mancando di seguire con puntualità e dedizione anche quelli dell’OTN.In serata, l’incontro si è aperto con i doverosi saluti del Presidente della Sezione, A.B. Gianfranco Pujia.Il Presidente oltre a ringraziare Antonio Giua per la disponibilità dimostrata, ha inteso evidenziarne anche quelle capacità umane e le doti tecniche che lo hanno condotto a diventare, attualmente, il più giovane arbitro della CAN A.Di seguito Pujia ha presentato la “sua” Sezione esaltando con orgoglio il senso di appartenenza degli associati ma soprattutto il sacrificio e la dedizione che ognuno di loro infonde nell’attività arbitrale lasciando, poi, ampio spazio all’ospite.Antonio nell’esprimere gratitudine, all’inizio del suo intervento, per il profondo calore con il quale è stato accolto, ha dichiarato di sentirsi “a casa” non solo per la presenza del collega AA Valerio Vecchi –fiore all’occhiello della Sezione lametina –ma anche perché numerose sono le caratteristiche che uniscono Lamezia alla Sezione di appartenenza; continuando, ha dato sfogo alla sua voglia di condividere con i colleghi il suo trascorso, la sua esperienza e le sue conoscenze.Passaggio fondamentale, che Antonio con profonda umiltà ha rimarcato più volte, è stato quello relativo all’importanza degli incontri che si fanno nel corso del cammino arbitrale e associativo.Non c’è stato passaggio in cui ha raccomandato ai giovani colleghi di “addestrarsi opportunamente con esercizi ed insegnamenti” sottolineando il grande valore dei “maestri” in Sezione e fuori.Con l’abilità tipica che appartiene ad un Arbitro preparato, Antonio, ha ritmato la sua chiacchierata partendo dalla necessità basilare, per ciascuno, di fissare degli obiettivi –certi, raggiungibili, stimolanti –per giungere, poi, alle specifiche tecniche della prestazione arbitrale.Riprendendo un concetto molto a caro a Nicola Rizzoli –Resp. CAN A –secondo il quale “il corridoio di un albergo è molto simile ad una gara: ogni porta di una stanza da aprire è una decisione da prendere”, Giua si è soffermato su tutti quei momenti necessari per giungere ad una preparazione ottimale: allenamento (mettersi nelle condizioni fisiche migliori), frequentare costantemente la Sezione (luogo principe per la preparazione), conoscenza approfondita del regolamento (fornirsi del necessario complesso di conoscenze), essere metodici (fare in anticipo tutto ciò che è necessario per la realizzazione di qualsiasi cosa), studio della gara (elaborare tutte le informazioni possibili e organizzarsi mentalmente).A conclusione dell’intervento e strettamente connesso al discorso sulla prestazione arbitrale Antonio ha messo a disposizione degli associati diversi video riguardanti sue gare e, attraverso i quali, ha condotto un ulteriore momento di confronto e crescita.La conclusione, invece, è stata tutta dedicata ad un altro Grande Maestro degli Arbitri Italiani, Stefano Farina, con una sua frase: “Quando c’è una meta, anche il deserto diventa strada”.Ore appassionate, in definitiva, quelle che il collega Giua ha regalato ai colleghi lametini e che hanno profondamente entusiasmato la platea.Il tempo che Antonio ha voluto dedicare ai suoi colleghi è stato utile a comprendere quanto è bello abbandonare canoni precostituiti di discussione intorno al tema della “vita da arbitro” (qualunque essa sia la categoria di inquadramento) e pensare, anche solo per un istante, a quanta magia è nascosta in ciò che viviamo nella nostra esperienza.I migliori formatori non sono quelli più preparati all’apparenza ma sono coloro che sanno amare ciò che sono.
F.to Pietro Agapito
Panoramica della sala Dono maglia alla Sezione Partecipanti seduta di allenamento Copertina