CIAO FRANCU’ di Antonio Belsito Così te ne vai Francu’. Dolce come dolce può essere un raggio di sole in una giornata uggiosa. Un eroe del tuo tempo, del nostro tempo, perché vivevi l’ordinaria semplicità di una vita che è e non può non essere EMOZIONE.Te ne vai,Francu’, con l’orgoglio di quei valori genuini, di quei principi autentici, che riempivano il nostro stare assieme e il saper stare assieme; sì, saper stare assieme nelle regole, rispettando l’umanità di ognuno perché tu, Francu’, lì, in disparte nella tua umiltà, ammiravi l’uomo che, poi, era anche arbitro. A voce soffusa, con gli occhi spalancati di entusiasmo, ci abbracciavi tutti, uno a uno, mentre entravamo in sezione o invadevamo la tua scrivania perché, Francu’, quella scrivania era il nostro sostegno più forte, più solido, più vero.Quelle tue telefonate, Francu’, che coloravano la voglia di calcare i terreni di gioco alla domenica e alla domenica dopo e ancora domenica.Entravi in punta di piedi, Francu’, chinato sul tuo registro di designazione, con la luce del giorno o con la luce elettrica, perché ci insegnavi che si è uomini e si può essere arbitri entrando in punta di piedi e ammirando e sostenendo senza pretendere un grazie.In punta di piedi, Francu’, ci hai salutati. TI VOGLIAMO BENE SEMPRE. SEMPRE.
